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Scheda

Elio Testoni (a cura di)
Eduardo De Filippo
Atti del convegno di studi
sulla drammaturgia civile
e sull'impegno sociale
di Eduardo De Filippo
senatore a vita


Saluto del Presidente del Senato, Marcello Pera
Presentazione di Franco Asciutti

In vista della ricorrenza del ventennale della morte del senatore Eduardo De Filippo, avvenuta il 31 ottobre 1984, la Commissione pubblica istruzione, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato, che ho l’onore di presiedere, accogliendo una mia proposta, propose a sua volta al presidente Pera l’organizzazione di uno specifico convegno di studio, da tenersi in Senato. Eduardo De Filippo, nominato senatore a vita dal presidente Pertini il 26 settembre 1981, è stato membro della succitata Commissione nella VIII e nella IX legislatura.
La nomina a senatore a vita costituiva da un lato il riconoscimento della magistralità della drammaturgia «civile», delle connotazioni di artista nazionale ed europeo e della rilevanza dell’impegno, anche sul piano istituzionale, di Eduardo De Filippo per più di mezzo secolo, dall’altro testimoniava l’importanza attribuita dalle istituzioni all’espressione artistica – nel caso specifico teatrale – rispetto al contesto culturale, sociale e politico nazionale.
Il Presidente del Senato bene accolse la proposta offrendo la piena disponibilità del Senato sia in termini di spazi che di risorse interne all’amministrazione. Quindi istituì un Comitato scientifico, presieduto da chi scrive e composto dai senatori Francesco Bevilacqua, Luigi Compagna, Giampaolo D’Andrea, Gian Pietro Favaro, Maria Grazia Pagano e Fulvio Tessitore. Il coordinamento della segreteria esecutiva del Comitato fu affidato al direttore del Servizio delle Commissioni parlamentari, Elio Testoni, che è anche il curatore degli atti del convegno, con il quale hanno collaborato la signora Marina Marcellini e la signora Loredana Macciocca.
Il Collegio dei Senatori Questori ha dato il suo autorevole appoggio all’iniziativa, soprattutto nella persona del senatore Servello, prodigo anche di preziosi suggerimenti e di utili indicazioni. Luca De Filippo e Isabella Quarantotti De Filippo hanno seguito con attenzione e con discrezione le varie fasi organizzative del convegno, non facendo mancare il loro contributo sul piano della consulenza e dei consigli.
Il convegno si è tenuto per tutta la giornata del 9 novembre 2004 nella Sala Conferenze della Biblioteca «Giovanni Spadolini» del Senato. Il presidente Pera ha voluto portare il suo saluto ricordando nel suo intervento la statura morale e le qualità drammaturgiche di Eduardo De Filippo.
Luca De Filippo e Mariano Rigillo, con grande generosità, hanno offerto la loro disponibilità e il loro talento nella lettura di alcuni brani di commedie di Eduardo De Filippo, mentre Toni Servillo, con pari generosità e bravura, si è cimentato nella lettura di una lettera particolare di Cesare Garboli allo stesso Eduardo.
Rai Futura - Rai Doc ha scelto, unitamente alla Segreteria esecutiva del Comitato, ed ha montato i materiali audiovisivi «eduardiani» mandati in visione nel corso del convegno; ha poi realizzato uno speciale televisivo su Eduardo e i giovani attori, andato in visione a conclusione del convegno stesso.
Il professor Marotti ha, invece, messo gentilmente a disposizione del convegno la preziosissima registrazione audio della recitazione di Eduardo di alcune parti de La tempesta di Shakespeare, dallo stesso Eduardo tradotta integralmente in napoletano secentesco poco prima della sua morte.
Sia le letture che i contributi audiovisivi, concepiti come integrazione fondamentale degli interventi parlati, hanno avuto una precisa concordanza con l’impostazione di fondo del convegno.
Esso ha inteso privilegiare l’analisi e la riflessione su quella parte della drammaturgia di Eduardo prevalentemente connotata da tematiche rilevanti sul piano sociale e istituzionale, secondo una periodizzazione significativa del percorso artistico eduardiano, dagli anni ’30 agli anni ’70.
Correlativamente, il convegno ha voluto prestare particolare attenzione all’impegno civile espresso da Eduardo, sia in ambito teatrale, sia a livello istituzionale, sia, infine, sul piano della formazione e dell’insegnamento universitario, seguendo anche in questo caso una periodizzazione indicativa della progettualità artistica e dell’etica esistenziale di Eduardo. Un’impostazione di questo tipo, che intendeva esprimere la specificità del convegno rispetto alle tante pregevoli iniziative celebrative eduardiane, ha comportato una selezione ragionata di temi e di momenti della vita di Eduardo De Filippo. In questa ottica sono state scelte le tematiche affrontate dai relatori, le letture, gli audiovisivi e le testimonianze di parlamentari, registi, attori, professori universitari, scrittori, giornalisti e direttori di istituzioni conservative del patrimonio archivistico di Eduardo, che hanno intrattenuto rapporti con il grande artista.
Pertanto i relatori si sono soffermati: sull’esame delle ragioni del riconoscimento del laticlavio senatoriale e sull’impegno di Eduardo senatore nei confronti della devianza minorile di Napoli (Relazione Asciutti); sulla dinamica del rapporto di Eduardo con il potere politico negli anni Trenta e nel secondo dopoguerra fino all’ultima fase della sua vita (Relazione Giammusso); sul significato e sulla funzione della lingua nel teatro di Eduardo, contraltare dell’«antilingua recitativa» negli anni Trenta e, unitamente ai silenzi, strumento di denuncia dei problemi del teatro del mondo negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale (Relazione Barsotti); sulla considerazione dei tempi e dei modi di recepimento del «messaggio morale» delle commedie di Eduardo dell’immediato dopoguerra (Relazione Testoni); sull’analisi degli aspetti di denuncia sociale e di ingiustizia economica, sul piano dei contenuti e delle modalità espressive, della cosiddetta «trilogia sociale» del teatro eduardiano di fine anni Cinquanta, inizio anni Sessanta (Relazione Di Franco); sulla importanza delle connotazioni etiche oltreché professionali nell’impegno di Eduardo nell’attività didattica universitaria (Relazione Quarenghi); sull’esperienza radiotelevisiva di Eduardo fondata sull’esigenza di parlare alla «coscienza civile del paese» da un palcoscenico ben più ampio di quello di un teatro, che rimane comunque elemento fondamentale dell’identità culturale nazionale (Relazione Ottai); sull’impegno di Eduardo nella traduzione in napoletano antico e nella lettura de La tempesta di Shakespeare come strumento didattico universitario (Relazione Marotti).
Le testimonianze raccolte, poi, da un lato hanno rievocato significativi episodi di etica esistenziale e di onestà della poetica di Eduardo, dall’altro hanno evidenziato la straordinaria ricchezza del patrimonio archivistico del grande artista e la sua fruibilità anche in via telematica.
L’introduzione agli atti del convegno di Elio Testoni, dando conto delle tematiche affrontate nelle singole relazioni, mira a costruire un collegamento tra loro in modo da poter offrire una visione tendenzialmente unitaria degli aspetti esistenziali, di progettualità artistica e professionale di Eduardo, sia pure ripartiti nei «giorni pari» e nei «giorni dispari», collocando le diverse tematiche nel contesto culturale, sociale e politico.
Mi auguro che la pubblicazione degli atti di un convegno organizzato dal Senato nel Senato, possa fornire un piccolo, onesto contributo alla ricerca sulla vita e sulle commedie di Eduardo De Filippo, uomo di teatro e senatore, a testimonianza dell’attenzione e dell’interesse delle istituzioni nei confronti dell’arte e della cultura della nazione
.

(dalla Presentazione di Franco Asciutti)

(2005) pp. LXXII+222

ISBN: 88-498-1373-2

€. 15,00



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